• stray dogs international project

CHILE Di Catalina


"Partendo per un viaggio di tre settimane per il Chile, senza troppe aspettative, senza essermi informata eccessivamente, da brava nativa dello stesso Chile, senza purtroppo averci mai vissuto, ho preferito essere trasportata dalle sorprese che ogni giorno questo viaggio meraviglioso mi ha permesso di ammirare.

Posso azzardami a dire che il Chile è una terra incredibile, a cui non manca davvero nulla. Contornata dalle catene andine, questo paese offre dei paesaggi mozzafiato che variano da deserti immensi a vulcani maestosi a laghi così blu da dubitare che siano reali, ghiacciai millenari e geyser la cui sommità non si riesce a scorgere.


Il popolo cileno è molto orgoglioso di appartenere a una terra tanto affascinante. E ancora una volta, da nativa, quale sono, posso dire di essermi sentita a casa, completamente abbracciata da questa atmosfera solida e fiera, che si trasforma in grande gentilezza verso gli stranieri in visita, verso i turisti e verso quello che è conosciuto come il più antico “compagno dell'uomo”: il cane. Ed è qui che mi vorrei soffermare.


I cani. Soprattutto i cani “randagi”, i cosiddetti “cani di strada” o in Castellano : Callejeros.


Ero totalmente ignara che in moltissime città cilene fosse presente un “randagismo” così delicato, equilibrato e rispettoso. La mia passione per la cinofilia e il semplice gusto di osservare i cani in libertà con la loro comunicazione pulita, priva di guinzagli, costrizioni o interventi umani, mi hanno portato ad assistere a scene con protagonisti uomo e cane, completamente in sintonia, insieme, ma con una preziosa individualità. Pare che nel 2013 il “problema randagismo” fosse quasi al limite e si decise di attuare sterilizzazioni a tappeto; proprio per questo non mi è mai capitato di vedere cuccioli molto piccoli o semplicemente cagne gravide. Qualche politico parla ancora di “soluzioni finali” ma il popolo cileno insorge compatto.

A volte per le strade si trovano ciotole di cibo per i cani randagi, in alcuni consorzi è possibile fare donazioni per l'acquisto di mangime destinato ai 'callejeros' e nelle piazze principali delle città più grandi sono state addirittura allestite delle casette rifugio per l'inverno. Dunque i cani cileni possono dormire sonni tranquilli, cosa che in effetti gli riesce benissimo.

Capita di vederli sonnecchiare per le strade al sole o all'ombra a seconda della temperatura, sono ben paffuti e sempre con il pelo lucidissimo. I cani più “impolverati” sono quelli che abitano nella zona di Atacama, dove la polvere del deserto non risparmia nessuno. Alcuni cani sono abituati ad accompagnare i turisti nei loro spostamenti. Puntuali come degli orologi, aspettano che arrivino i pulmini o le barche a seconda della zona, accolgono scodinzolanti i turisti scortandoli avanti e indietro per il tragitto e, prendendo molto seriamente il loro compito di “hostess”, si distraggono solo per validissimi motivi come rincorrere qualche gatto o uccello, oppure per rotolarsi in qualche schifezza irresistibile, poi tornano al loro compito prestigioso.


Durante le mie tre settimane di soggiorno mi è capitato di assistere a una sola rissa, precisamente sull’isola di Pasqua, tra un randagio e un Akita americano di proprietà (che ancora adesso mi chiedo cosa ci facesse un Akita americano sull’isola di Pasqua, rassegnandomi al dubbio misterioso) per questioni di confine che si è risolta molto in fretta esattamente cosi come era iniziata, senza morti né feriti. In genere non girano in gruppi numerosi, di solito in solitaria o al più in due o tre.


Ciò che mi ha sbalordita più di tutto è che questi cani convivono con le persone in totale armonia e tranquillità. I locali o i turisti non si sognano di scacciarli o infastidirli e i cani restituiscono questo rispetto come se ci fosse una sorta di patto non scritto. Inscindibile.


I due coabitano le strade e le città quasi ignorandosi, limitandosi a qualche sporadica annusata se gli si dà confidenza.

Quelli più curiosi sono i più giovani, i cuccioloni che stanno entrando nell’età “dell'adolescenza”: se invitati al contatto o con complimenti gentili si divertono a “testarti”, sempre in modo delicato e mai insistente.


Mi sono sentita davvero fortuna ad aver assistito a tutto questo. Assistere al fenomeno del “randagismo” senza etichettarlo come un problema o una minaccia.

Ma viverlo come fosse semplicemente e fondamentalmente la normalità e la quotidianità.

Questi cani sono rispettati dal popolo cileno che li ama senza mai costringerli all'integrazione con l'essere umano.


Questi cani sono figli del Cile e sono “padroni” di se stessi."

Catalina"


38 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti