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DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI CAVALLI? LA SOCIALITA'. #3


Rubrica a cura della “responsabile zoosemiotica" (analisi del comportamento comunicativo animale) e progetti cavalli liberi di Stray Dogs APS: Elisa Boggia


LA SOCIALITA'


I gruppi di cavalli si organizzano in branchi la cui organizzazione sociale è gestita secondo un’attribuzione di ruoli quali guida, sentinella, custode, balia, pacificatore, esploratore.


C’è la possibilità che alcuni individui ricoprano più ruoli, che alcuni ruoli siano più definiti e quindi risultino più stabili nel tempo.

I branchi solitamente sono costituiti da uno o più stalloni e un numero variabile di femmine fino a circa 10 ciascuno.


La leadership del branco è affidata a due figure magistrali: una femminile e una maschile con specifiche qualità.

Il leader maschile si occupa di: proteggere il branco dagli intrusi o da stalloni rivali, tenere coesi e concertati i membri del proprio branco, giocare con i puledri impartendo i primi apprendistati.

La femmina detiene la conoscenza della specie in termini di ambiente, di risorse, per cui è lei a prendere iniziativa quanto agli spostamenti e approvvigionamenti del branco e gestisce in buona parte la socialità e le relazioni centripete.


Tra i branchi in primavera si affacciano poi gli esuberanti gruppi degli scapoli, branchi caratterizzati da un’affiliazione meno salda, formatisi dall’unione di più maschi, in età sessualmente matura che cercano di formare un proprio branco familiare.


Il branco di equidi è per definizione un nucleo di soggetti uniti da legami sociali che vivono insieme in un determinato territorio. Approfondendo l’analisi dell’etogramma equino scopriamo le motivazioni filogenetiche di questa specie, che fungono da motore propulsivo proprio in funzione della creazione dell’entità branco, dove risultano appagate le caratteristiche motivazioni specie-specifiche, quali sopra tutte: affiliativa, cinestesica ed esplorativa.


Parliamo di entità branco proprio perché l’operatività funzionale di ogni soggetto appartenente ad un nucleo stabile, è da ricercare in ambito filogenetico, considerando i fattori ambientali originari degli equidi ed i relativi scacchi a cui sono sottoposti.


E quando parliamo di gestione naturale?

Se i cavalli vivono stabilmente con altri individui, adeguate risorse e spazi in breve tempo si instaura questa affascinante, stabile e dinamica forma di legame, coordinazione, unione.

È chiaro che ci sono delle sensibili differenze rispetto ad un branco che vive in natura, senza l’intercessione umana: differenze che lasciano emergere motivazioni che in natura più difficilmente trovano situazioni per essere esercitate, differenze che ridefiniscono sensibilmente le declinazioni comunicative.


Avremo modo di vedere in che modo.


Qui una parte del branco de La Casa sul Fosso, gestito in modalità naturale.

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