• stray dogs international project

CUBA di Matteo Pagani

"LOS PERROS DE CUBA"



Nelle 2 settimane passate a Cuba ho incontrato molti cani, un po' perchè è impossibile non farlo ed un po' perchè me la sono andata a cercare...


Inizio con una parentesi sui cani di proprietà; collare, guinzaglio e di razza.

A L’ Havana, la capitale e soprattutto ad Havana Vieja, il punto d’ interesse del turismo e della movida ne ho visti diversi e, girare con un cane di "razza" al giunzaglio è uno status di ricchezza e dell' essere alla moda.

Chihuauhua, Dalmata, Shar Pei, un cane nudo del Peru' ( prima volta che ne vedo uno dal vero),Shitzu ed altri piccoli cani da compagnia cinesi , Chow Chow , Samoiedo e Siberian Husky (....ai caraibi...).

Tutti cani con un estetica molto caratterizzata, " spinta "; vittime della vanità, dell' esibizionismo e della moda.


Ho visto delle " tienda de mascottes", negozi di animali dove si vendono solo collari guinzagli e cani, ma anche bancarelle con gabbie all' aperto dove si vendevano cuccioli di diverse razze in condizioni non ottimali per usare un eufemismo.

Uno di questi cani costa dai 60 Cuc (peso cubano convertibile, che è la moneta forte, con cui i turisti pagano tutto ed i cubani pagano i beni di “lusso”, 1 cuc corrisponde a 0.90 cent. di euro ed a 24 Cup, il peso cubano. Lo stipendio mensile medio di un lavoratore cubano è di 20 Cuc ) per un Chiuahua , 70/100 per un Malinois, Pastore Tedesco ( il più caro ) o Shar Pei , 120 per un Siberian Husky, 150 Malamute Husky e 200 per un San Bernardo ( di questi ultimi 2 non ne ho mai visti in giro).


La maggior parte di questi cani sono importati dalla Russia principalmente e dalla Cina anche se qualche cubano prova ad allevare alcune razze.

Il cane piu' desiderato e di moda è il Siberian Husky che, per i suoi occhi azzurri desta l' ammirazione dei cubani ma, come cercavo di far notare alla guida montana che mi ha accompagnato e ne aveva uno a casa che se si chiama Siberian ci sarà un motivo altrimenti l' avrebbero chiamato Carribean Husky, ma lei mi ha rassicurato dicendomi che nella sua abitazione ha l' aria condizionata (...................................).


Detto questo passiamo agli STRAY DOGS.


A L'Havana ed in tutta l' isola, dalle spiagge alle montagne (perlomeno per quello che ho visto), gli stray sono presenti in armonia con luoghi e persone.


I cubani simpatizzano per i cani, non li scacciano, non gli importa che frughino nell' immondizia, non gli scoccia che "elemosinino" cibo fuori dai ristoranti a patto che i clienti non s’ infastidiscano, in quel caso vengono sommessamente allontanati.

A L’ Havana sono di taglia medio piccola, si muovono solitari o in coppia (presumibilmente madre e figli) la sera e la notte oppure l' incontri che sonnecchiano indisturbati ed incuranti della folla che li circonda durante il giorno.

Riposano seraficamente all' entrata dei grandi hotel di lusso della zona del Capitolio, senza che nè uscieri nè ospiti delle strutture osino farli sloggiare, semplicente perchè non danno fastidio e perchè NON SONO SINTOMO DI DEGRADO.


All’ombra nei vicoli o sotto i monumenti, ai portici dei musei o delle chiese ricevono incuranti i saluti e gli ammiccamenti dei turisti di passaggio che, nelle ore notturne, diventano ben piu' molesti dei quadrupedi.


In tutta l' isola il Governo de Cuba ha attivato nei diversi distretti campagne di vaccinazione e sterilizzazione che in realtà hanno uno scarso impatto sulla popolazione canina ma perlomeno è una voce del budget nazionale.


A L' Habana Vieja un programma di restauro e conservazione fortemente voluto dall' Unesco e diretto dal Prof. Eusebio Leal Spengler ha dichiarato gli STRAY DOGS PATRIMONIO CULTURALE DELLA CITTA' (92 minuti di applausi, cit.) e non è difficile incontrare cani con un cartellino al collo che ne dichiara il nome che è vaccinato e sterilizzato e che è la "mascota" di tal museo o chiesa o strada.... Di censiti ne ho incontrati sia a L'Havana Vieja che al quartiere Vedado che a L'Havana Centro.


Successivamente mi sono spostato a Vinales , una località a vocazione agricola che negli ultimi anni si sta convertendo al turismo naturalistico.

Qui oltre ai numerosi cani di quartiere, più grossi rispetto quelli dell’ Havana ma morfologicamente eterogenei come quelli della capitale, che sonnecchiano nella piazza del paese per poi attivarsi nel giro notturno di questue ai ristoranti e successivamente nel giro dei bidoni fino al mattino, ci sono i cani dei “ Campesinos”.

Questi ultimi accompagnano i carretti oppure scortano le numerose comitive di turisti a cavallo che passeggiano per i campi di tabacco, canna da zucchero e caffè nei dintorni del paese.


Sono cani di taglia grande, slanciati, con addome piuttosto profondo, muscolatura vigorosa ma leggera con grandi attitudini motorie e mantelli dal fulvo, al pezzato bianco e marrone o bianco e nero, ben più schivi rispetto ai cani di paese e con attitudine da controllori e guardiani.

Alcuni di questi cani campesinos anziani girano per il centro paese godendosi la pensione e l’alto status sociale riconosciutogli dai conspecifici.


Tutti i cani visti a Vinales godono di buona salute e sono ben pasciuti sia per la condivisione con le persone, che gli riconoscono l’ UTILE RUOLO DI SPAZZINI, che per il ciclico passaggio di un’ associazione di veterinari canadesi ( che ho mancato per un giorno) che gratuitamente come volontari li vaccinano, sterilizzano e curano implementando gli interventi governativi a dire il vero poco incisivi.


Lo stesso, purtroppo, non si può dire per gli stray dogs di Trinidad, città patrimonio dell’Unesco, ma che a differenza dell’ Havana non riserva la stessa attenzione ai suoi abitanti cani.

Presenti in un numero in linea con quelli visti precedentemente, in buona parte versano in condizioni di salute non buone con evidenti segni di infezioni e sintomi che riconduco alla leshmania ( ma non sono veterinario e comunque i veterinari non fanno diagnosi ad occhio, ma mi sembra così, attendo conferme, smentite, correzioni).


A Cuba non esistono canili statali, come li intendiamo noi, anche se diversi privati , stranieri o cubani, raccolgono cani “ infermi “ per curarli e dargli riparo ; la strategia governativa consiste nella “raccolta degli infermi” per la soppressione in strutture “specializzate”.

Nelle città di Cienfuegos e Santa Clara la situazione oscilla tra L’ Havana e Trinidad.


In un Paese che sta vivendo dei repentini cambiamenti, che spesso dimostra di non avere ancora gli anticorpi per nuove situazioni, quello delle condizioni dei cani è un termometro di quello che sta succedendo, delle contraddizioni, delle disparità che si vanno creando e delle diverse visioni che attraversano il Paese.




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